" Scrivere bene significa pensare bene
e di qui ci vuole poco per arrivare
ad agire bene"

thomas mann

GAZA, pietà l’è morta. Insieme all’informazione

Venerdì 24, ore 11 conferenza stampa nella sala di Stampa Romana in piazza della Torretta 36, per denunciare la mattanza di giornalisti e l’impossibilità di informare.

L’appello in fondo già firmato da media nazionali e internazionali e da singoli giornalisti per chiedere il ripristino delle connessioni e la possibilità di operare in sicurezza dalla striscia di Gaza.

“E’ Il quarantaseiesimo giorno di guerra, siamo fermi e stiamo ancora cercando di vivere e fornire i requisiti per vivere, compresi cibo e bevande, se non per il nostro bene, per i nostri figli, che sono diventati malati di mente a causa di quello che hanno passato. La routine della nostra giornata, dal nostro arrivo al sud, è scandita fin dal mattino dalla ricerca della farina per fare il pane, ma inutilmente. Affrontiamo anche molti pericoli durante questa ricerca, a causa del verificarsi di molti raid aerei nelle strade affollate di persone, e della caduta di molti martiri e dei feriti.”

“Il targeting sono anche i giornalisti, per cercare di nascondere la verità su ciò che Israele sta facendo e nascondere i suoi crimini.”

“Il tempo sta diventando più freddo e più lunga è la guerra, maggiori sono i pericoli e le tragedie. Il freddo e la fame aumentano di giorno in giorno, poiché il targeting e la distruzione delle case da parte dell’occupazione nel nord della regione di Gaza sono diventati simili a rovine e la regione del sud ha gradualmente iniziato a trasformarsi. Le aree sono completamente distrutte nella Striscia di Gaza meridionale e molti dei martiri cadono ogni giorno.”

“I residenti della regione meridionale hanno ricevuto volantini che esortano alla completa evacuazione delle loro aree. Sono sfollamenti forzati, sotto i bombardamenti e gli omicidi. Dove andiamo? dove fuggire con i nostri figli? e come lasciamo tutto mentre tentiamo da tutta la vita di stabilizzarci? e come lasciamo la nostra terra e la terra dei nostri padri e nonni? Quando il mondo si fermerà alle sue responsabilità e ci renderà giustizia? Quando si raggiungerà la giustizia e l’umanità?”

Martedì 21 novembre, Gaza – Palestina, Muhammad Shaaban al-Amarin

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Dall’inizio dell’invasione armata di Israele verso la striscia di Gaza, il numero dei civili morti al 20 novembre è salito a 13.300, di cui un terzo bambini, per non parlare di quelli che hanno perso la vita per mancanza di curre all’interno dell’ospedale, ridotto allo sfacelo dopo l’incursione dei militari israeliani e senza nessuna possibilità di alimentare macchinari come terapie intensive o incubatrici.

Sessanta giornalisti e operatori media hanno perso la vita, gli ultimi due ieri, riporta Michele Giorgio al manifesto: 2 giovani giornalisti libanesi, Farah Omar e Rabia al- Maamari, della TV AL- MAYADEEN, uccisi, pare, da un drone, a Tir Harfa, non lontano dal confine  con Israele.

Un crimine vergognoso sui già infami crimini di guerra perché è negazione del diritto di informazione, precondizione per compiere uno sterminio nel più completo silenzio, indisturbati, quando non spalleggiati dai governi occidentali e, diciamolo chiaramente, mediorientali.

Amnesty International Italia, Assopace Palestina,  Fnsi, Odg, Usigrai Articolo 21, Rete NoBavaglio, Un Ponte per,  Free Assange Italia, Gv Press e Lettera 22 sostengono una petizione di giornalisti italiani e internazionali che chiedono l’accesso a Gaza per coprire una guerra di vitale importanza per i nostri Paesi e il nostro futuro.

“Questa non è solo una richiesta per giornalisti, ma un appello a difendere i principi fondamentali su cui si fonda ogni società libera e democratica.
La copertura giornalistica indipendente è fondamentale specialmente in periodo di guerra. Questa richiesta è resa ancora più urgente dai continui blackout mediatici che isolano completamente la Striscia di Gaza rendendo impossibile anche la comunicazione sui social network”.

Venerdì 24, ore 11, si terrà una conferenza stampa nella sala di Stampa Romana, in piazza della Torretta 36.

Interverranno tra gli altri Lucia Goracci, Riccardo Iacona, Alberto Negri, Nello Scavo, Beppe Giulietti, Tina Marinari, Luisa Morgantini e i colleghi che hanno portato avanti petizioni analoghe in Francia e Spagna.

Appello per la libertà di informazione in tempo di guerra a Gaza

(Abbiamo ancora questa settimana per raccogliere le firme: solo per giornalisti e media)

 Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione straordinaria e cruciale che richiede il nostro intervento immediato. La stampa internazionale si rivolge a Israele con una richiesta urgente: consentire l’accesso a Gaza per coprire una guerra di vitale importanza per i nostri Paesi e il nostro futuro. Questa non è solo una richiesta per noi giornalisti, ma un appello a difendere i principi fondamentali su cui si fonda ogni società libera e democratica.

La libertà di parola, l’importanza della copertura giornalistica in tempo di guerra e il diritto di informare ed essere informati sono i pilastri su cui è costruita la nostra società. Questi principi non conoscono confini nazionali, razze o religioni. Sono universali e rappresentano l’anima stessa della nostra civiltà.

Sosteniamo il diritto fondamentale dei giornalisti a lavorare in sicurezza a Gaza, dove molti dei nostri colleghi hanno tragicamente perso la vita mentre cercavano di portare notizie al mondo.

La guerra in corso a Gaza è una questione che coinvolge non solo Israele e la regione, ma anche il destino di tutti noi, ovunque ci troviamo. È una guerra che influenza il nostro futuro, modellando il mondo in cui cresceranno le prossime generazioni. Tuttavia, ci troviamo in una posizione in cui siamo costretti a non poter raccontare questa storia cruciale. Questa non è solo un’ingiustizia verso i giornalisti, ma un’ingiustizia verso ogni cittadino del mondo.

La libertà di espressione è un diritto sacro che protegge la democrazia, la giustizia e la verità. Il diritto di coprire una guerra è una responsabilità che dobbiamo alla storia e alle generazioni future. Senza di esso, la nostra capacità di comprendere, valutare e impegnarsi nei dibattiti critici che modellano il nostro futuro sarebbe gravemente compromessa.

Chiediamo a Israele di consentire l’accesso alla stampa internazionale a Gaza, per permetterci di adempiere al nostro dovere di informare e per garantire che il mondo abbia una visione completa e accurata di ciò che sta accadendo. Questa richiesta non è solo nel nostro interesse ma nell’interesse di tutti coloro che credono nei valori della democrazia, della verità e della giustizia.

Chiediamo a Israele di consentire la copertura giornalistica di questa guerra vitale. La nostra libertà e il nostro futuro dipendono da questo.

Al link l’elenco dei FIRMATARI e il form per firmare (L’elenco viene aggiornato regolarmente)

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf7oL9vYLGG3y4FYBr6MeHssHYcJsTBkBtFoXRTCAXmB1o3GA/viewform

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